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Comunicato Stampa

Se non ora quando?

13  febbraio 2011- 17  Marzo 2011: C’eravamo, Ci siamo, Ci saremo!

Il 13 febbraio scorso tantissime donne si sono date appuntamento in molte piazze d’Italia, con una grande voglia di esserci e di prendere la parola per difendere la propria dignità anche agli occhi del resto del mondo.

Le donne e tutti coloro che riconoscono essere questo il momento di una trasformazione profonda e irreversibile della politica e della società, si sono uniti a Reggio Emilia nella manifestazione “Se non ora ,quando?” in Piazza Martiri 7 Luglio.

Sono chiaramente emerse l’urgenza del momento e la determinazione a indicare alla politica e alle istituzioni questa volontà di cambiamento Richieste e manifestazioni di consapevolezza si intrecciano in tutto il Paese, nella percezione che il destino dell’Italia, dell’Europa e degli altri continenti sia coinvolto da un processo di profonda trasformazione, decisivo per le sorti di tutti, soprattutto in questo 150° anniversario dell’Unità d’Italia, alla quale, dal Risorgimento alla Resistenza e alla ricostruzione, le donne hanno contribuito in modo determinante, non godendo dell’adeguato riconoscimento.

In occasione dell’8 Marzo anche a Reggio Emilia, Città del Tricolore, si rendono necessarie riflessioni e risposte ad alcune domande emerse nella manifestazione del 13 febbraio

  • Perchè non è stato pienamente valorizzato l’immenso patrimonio di competenze e saperi delle   donne italiane? Come il punto di vista delle donne può essere uno dei pilastri rifondativi dei rapporti sociali e delle culture politiche ?
  • Perchè in un paese a bassa natalità, la maternità non è ancora acquisita come valore sociale ed è anzi spesso penalizzante per le donne?
  • Perchè ancora nel 2011 non esistono le stesse opportunità di accesso al lavoro, la parità salariale e le stesse possibilità di carriera tra uomini e donne?
  • Perchè il lavoro di cura non è riconosciuto come bene comune e come valore sociale, da condividere e da sostenere con adeguate politiche pubbliche?
  • Perchè in uno Stato bloccato dalla mancanza di ricambio generazionale, a tutti i livelli, si stanno dilapidando le energie e le risorse di intere giovani generazioni?

Queste e moltissime altre domande si pongono anche per la mancata attuazione dei principi della

nostra Costituzione, che oggi ci sentiamo impegnate a difendere dagli attacchi di questo Governo.

Il Comitato “Se non ora quandoaderisce pertanto alla manifestazione del 12 Marzo 2011 Invitando tutti coloro che si riconoscono in questi valori a tornare in piazza e a “rimetterci la faccia” E per non disperdere le risorse e la grande partecipazione dimostrata nel voler percorrere un cammino di ascolto, di elaborazione e di condivisione diamo appuntamento

nel pomeriggio del 1 7 marzo 2011 festa nazionale dell’Unità d’Italia per una pubblica assemblea a Reggio Emilia

Reggio Emilia,   7  Marzo 2011

S e non ora quando?

13 febbraio 2011 – 17 Marzo 2011 : C’eravamo, Ci siamo, Ci s aremo!

p.s. Comunicazione del luogo e dell’orario verranno dati prossimamente

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Pubblicato da su 12 marzo 2011 in Adesioni

 

Raccolta Adesioni – clikka per lasciare la tua adesione

Anche a Reggio Emilia ci stiamo mobilitando per  organizzare la manifestazione in occasione della mobilitazione nazionale del 13 febbraio SE NON ORA QUANDO. L’appuntamento è per le ore 15,00 in Piazza Martiti del 7 luglio! Inserisci la tua adesione lasciando un commento.

Il comitato promotore: Giovanna Calvi, Piera Vitale, Donatella Chiossi, Giuliana Guaitolini, Carla Ruffini, Atos Cattini, Ramona Campari, Etelina Carri, Eletta Bertani, Ione Bartoli, Serena Beghi, Sara Iori, Marianella Casali, Silvia Mastronardi, Tina Leonelli, Marina Curti, Maura Bondavalli, Annalisa Sansone, Marina Arrivabeni, Iuna Sassi, Laura Salsi, Gigliola Venturini, Ilenia Malavasi, Sonia Masini, Antonella Festa, Anna Scappi, Emanuela Caselli, Carla Rinaldi, Paola Cavazzoni, Fiorella Ferrarini.

 
157 commenti

Pubblicato da su 6 febbraio 2011 in Adesioni

 

L’appello

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

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