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19 Apr

Donne, sui diritti non abbassate la guardia

by Laura Bonaventura

EllaOne, questo il nome del nuovo contraccettivo d’emergenza che ha dato il via al solito teatrino pro-life.

Un gruppo di 85 parlamentari, tra cui Balduzzi, De Lillo, Abrignani, Baio, Bianchi, Binetti, Calabrò, Roccella, Spadoni Urbani, Esposito, ha presentato un’interrogazione al Ministero della Sanità per fare chiarezza su quella che loro considerano una vera e propria pillola abortiva. I nomi sono riportati sulla versione web de l’Avvenire, io li metto anche qui, non sia mai che qualcuno si faccia lo scrupolo di tenerli a mente per le prossime elezioni. Il portavoce De Lillo dice che secondo la letteratura scientifica la pillola non è antiovulatoria ma anti-annidamento (cioè anziché impedire la fecondazione impedirebbe l’impianto dell’embrione nell’utero, fase già di per sé non semplice e che richiede 6 o 7 giorni). Non so se l’onorevole abbia davvero letto la letteratura scientifica al riguardo. Stefano De Lillo è un medico generico a differenza mia, io però ho il brutto difetto di leggere le fonti. Molte pubblicazioni parlano di inibizione o ritardo dell’ovulazione (Brache et altri, Hum. Reprod. Advance Access, 2010 e citati); la dose di 30 mg sembra non sia sufficiente per impedire che l’embrione si annidi nell’utero (Creinin et altri, Obstetrics and Gynecology, 2006;  Glasier et altri, Lancet, 2010); secondo altri autori non è comunque da escludere un meccanismo abortivo della pillola (Keenan J. A., The Annals of Pharmacotherapy, 2011) anche se di contro tutti i trials hanno dimostrato un drammatico decadimento dell’effetto della pillola dopo i 5 giorni (il che invalida di fatto il meccanismo abortivo). Perciò i fantastici 85 o non sanno o esasperano volutamente una questione che non esiste.

De Lillo afferma ancora:

l’utilizzo indiscriminato può provocare seri danni alla salute delle donne, soprattutto alle più giovani.

L’uso di qualsiasi metodo contraccettivo di emergenza non viene incentivato da medici e sanitari di nessun luogo. Il senatore questo dovrebbe saperlo e dirlo, in quanto medico, ma forse è troppo occupato in questioni familiari. I pochi studi sull’uso delle pillole contraccettive non riportano danni a lungo termine (Croft, P.; Hannaford, P. C., è del 1989, tratta della prima generazione di pillole anticoncenzionali, ma è uno degli studi più completi); gli studi pubblicati sono pochi perché per essere attendibili devono abbracciare un periodo di tempo piuttosto lungo, tra i 30 e i 50 anni almeno. Comunque sia i ginecologi sono concordi nell’avvertire le proprie pazienti che si tratta di metodi di emergenza che non devono essere usati sistematicamente come sostitutivi dei metodi anticoncezionali tradizionali.

L’aborto poi, da quello che mi risulta, non è il mancato impianto dell’embrione, ma la rimozione del feto o dell’embrione dall’utero (non tutti comunque citano anche l’embrione). Vabbe’ dettagli… Ma ammettiamo che tutta la letteratura scientifica descriva EllaOne come una pillola abortiva. Ammettiamo che senatori come Laura Bianconi (PdL, restauratrice di mosaici) con questa interrogazione parlamentare non mentano sul fatto che il meccanismo di azione del farmaco, in perfetto accordo con la letteratura scientifica, non sia descritto anche sul sito dell’EMA (qui la versione in Italiano). Poniamo che l’arguta affermazione dell’onorevole Spadoni Urbani

questo farmaco non cura nessuna malattia

sia una battuta (altrimenti credo sia necessario regalarle un dizionario). Insomma, perché c’è sempre così tanto accanimento, perché tutto questo affannarsi di ben 85 parlamentari su embrioni che si annidano e non si annidano?

Da donna a donne permettetemi di darvi un consiglio. Oggi più di ieri l’unica possibilità di sopravvivenza dignitosa per le cittadine italiane è di essere sveglie, colte, coraggiose, critiche, intelligenti. Nessun nostro diritto è ancora in una teca di cristallo. Almeno fino a quando non inventeranno la pillola anti-bigottismo.

 
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Pubblicato da su 19 aprile 2012 in Mobilitazioni

 

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