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L’appello

06 Feb

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA

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9 risposte a “L’appello

  1. Raffaele Leoni (presidente di RETE Reggio Emilia terza Età)

    7 febbraio 2011 at 3:40 pm

    Sono un uomo e Berlusconi non mi rappresenta. Non è il mio modello. Ci sono tanti uomini come me che non considerano le donne oggetti delle loro pulsioni. Ma anche le donne devono combattere il modello femminile che le cosidette signore delle Arcore’s nights rappresentano e in cui si identificano con piacere. Berlusconi deve andarsene, prima ancora che per il suo stile di vita e la sua concezione del rapporto con le donne, soprattutto perchè disonora l’Italia con i suoi continui attacchi alle istituzioni democratiche e perchè rappresenta l’immagine del potere dispotico che non tollera dissensi e libertà di opinione. Noi che non siamo servi diciamo “se non ora quando” DIMETTITI !!!!

     
  2. luisa costi

    7 febbraio 2011 at 7:24 pm

    se c’è una possibilità di uscire da questo stato di vuoto è nelle donne

     
  3. fiorella ferrarini

    7 febbraio 2011 at 11:17 pm

    Porteremo in piazza le nostre vite, le nostre memorie e le nostre fragilità per metterle insieme a quelle dei tanti uomini e delle tante donne “normali”, per esprimere con forza tutta l’indignazione e la determinazione a costruire e lavorare. Per sognare ancora un paese che sappia risorgere dalle macerie istituzionai e morali e ci sappia ridonare speranza.

     
  4. vera romiti consigliera provinciale e coordinatrice Forum delle donne

    8 febbraio 2011 at 9:42 pm

    la rinascita verrà dalle donne, dobbiamo crederci

     
  5. Luisa

    10 febbraio 2011 at 12:07 pm

    Le donne libere sono anche libere di fare andare dove e con chi vogliono! Nel rapporto con l’uomo ci sono anche loro a convenire le regole di diritti e doveri. Se viziano i bambini non possono poi lamentarsi che i bambini sono viziati e a loro volta i mariti.. la libertà della parità di diritti e doveri non deve imporre quote o numero di donne.. che essendo alla pari si fanno valere per le loro qualità e scelte. Poi ricordiamo che la parità non ci dà la possibilità di far partorire un uomo e ci sono naturali predisposizioni che credo siano privilegi per noi!

     
    • rita

      15 febbraio 2011 at 9:04 am

      Sono d’accordo, Luisa.
      Il tuo è l’unico commento che va al di là dello slogan.
      Personalmente reputo questa manifestazione tardiva e ben poco credibile.
      Negli ultimi 30 anni almeno mi domando in quale pianeta abbiano vissuto e quali iniziative abbiano saputo portare avanti, tutte queste donne che ora improvvisamente si accorgono di non essere rispettate.
      E soprattutto quale diversità, quale specificità hanno saputo, in tutti questi decenni – dove invece mi pare abbiamo assistito, nella maggior parte dei casi, ad un adeguamento delle donne al peggior modello maschle – imporre le donne!
      Diciamo piuttosto e meno ipocritamente che il 13 u.s. è stato un ennesimo No-B-day, che problema c’è?

       
  6. CAROLINE

    10 febbraio 2011 at 10:59 pm

    Ci sarò. un verbo, esserci, importante. Dietro il quale la presenza fisica vale più di una parola, più di un articolo, più di un grido. Il corpo parla, pure se immobile su una piazza. Parla nel silenzio dell’esserci, parla per contrapporre un corpo a cui ultimamente va rinnegato tutto, un corpo che va manipolato per un fine senza obbiettivo, per un fine senza costruzione, che va ridotto alla carne più semplice, quella che si divora senza chiedersi che profumo, che sapore, che forza, che muscolo, che pensiero ha. Corpo e anima di donna diventano sfumature di un piacere e di una manipolazione, a volte volute dalle donne stesse. Nebbia che puzza di profitto, di rete squallida, di potere, di sputo.
    Io non voglio essere una marionetta.

     
  7. paola

    13 febbraio 2011 at 11:36 am

    Se non ora quando? Ci saro’ sicuramente!!!!!!!

     
  8. Paterlini Marta

    25 febbraio 2011 at 9:29 am

    vorrei sapere se ci sarà una manifestazione in difesa della Costituzione a Reggio E.
    Marta

     

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